
L’esame di abilitazione alla professione di Architetto è una prova impegnativa sotto molti punti di vista. Se non vuoi sprecare tempo e soldi, ti consiglio di leggere fino in fondo questa mia breve guida. Ti spiegherò passo dopo passo, sulla base della mia recente esperienza, come prepararti al meglio per lo svolgimento delle varie prove, senza ricorrere a corsi da migliaia di euro o appunti a pagamento: lascia perdere chi specula sull’esame di Stato, leggi con attenzione i miei consigli e scoprirai che hai già tutti gli strumenti per potercela fare.
INDICE
- Come scegliere la sede d’esame
- Come preparare al meglio le prove
- Come affrontare con successo le prove
COME SCEGLIERE LA SEDE D’ESAME
Se hai voglia di superare l’esame al primo colpo, la scelta della sede non può essere casuale. Anche se si tratta di un esame di Stato infatti, le varie sedi distribuite su tutto il territorio nazionale gestiscono autonomamente contenuti e modalità di svolgimento delle varie prove. Il consiglio che ti do è quindi quello di prenderti del tempo per informarti su questi aspetti: puoi ristringere il cerchio esaminando le sedi a te più vicine e quelle con la percentuale di esiti positivi più alta. Per quanto mi riguarda, pur vivendo attualmente a Milano, la mia scelta è ricaduta sulla sede di Aversa. Una scelta costosa, per via delle trasferte e di una tassa di iscrizione tra le più care, ma che mi offriva 2 ore in più a disposizione per la prova grafica rispetto alla media nazionale, circa un mese di tempo per preparare la seconda prova scritta, e una buona probabilità che venisse trattato il tema residenziale. Se lavori da qualche anno e mastichi già la normativa della tua Regione, potresti trovare vantaggioso il fatto di svolgere l’esame in una delle sedi del tuo territorio. Valuta attentamente e non farti prendere dall’orgoglio o dalla pigrizia, l’esame di Stato è una prova difficile e costosa, quindi se vuoi raggiungere l’obbiettivo al primo colpo scegli la via che ti sembra più vantaggiosa e impegnati come fosse la più difficile.
COME PREPARARE AL MEGLIO LE PROVE
Le quattro prove da superare per l’ottenimento dell’abilitazione professionale sono:
• la prova grafica;
• la prima prova scritta, generalmente una relazione tecnica o strutturale;
• la seconda prova scritta, il cosiddetto “tema”;
• la prova orale.
Ogni prova richiede una specifica preparazione. Studia quindi per obbiettivi, non lasciarti distrarre da cose che non ti sono utili ai fini delle singole prove, anche se tutto ciò che andrai a ripassare o studiare per la prima volta costituirà il bagaglio di conoscenze tecnico-umanistiche che dovrai dimostrare di possedere nel corso della prova orale e che, soprattutto, ti porterai dietro come Architetto.
La prima cosa che devi fare una volta terminata l’iscrizione è accedere al sito della sede che hai scelto e tramite le pubblicazioni delle sessioni precedenti, fare un planning delle varie prove, calcolando anche il tempo a disposizione tra l’avviso di una prova, in cui si ufficializzano giorno e luogo, e la data della prova stessa (ti condivido il mio, fatto per la I sessione 2019 con i dati della I sessione 2018). Questo passaggio è fondamentale per scandire le tempistiche della tua preparazione, ma anche per tentare di prenotare in anticipo una camera con cancellazione gratuita: se sarai fortunato questo trick ti permetterà di risparmiare un bel gruzzoletto.
COME PREPARARE LA PROVA GRAFICA
La prova grafica è senza dubbio lo scoglio più impegnativo da superare, sia per la difficoltà insita nel progettare un edificio a partire da zero, sia perché tutto questo deve essere fatto “a mano”, o per meglio dire a squadre e matita, a schiena curva, in un numero limitato di ore: si tratta insomma di una prova di resistenza fisica a cui nessuno di noi è abituato.
Ma quanto ci vuole per preparare la prova grafica? Il consiglio che ti do è di preparare questa prova per tempo, dedicandovi almeno un mese, così suddiviso:
• 2 settimane da dedicare alla teoria, studiando sulla Guida pratica alla progettazione “Ceccarelli” (va bene anche una vecchia edizione) le metodologie di progettazione delle varie tipologie edilizie (residenze, scuole, edifici contenitore, ecc.) e le relative normative;
• 1 settimana da dedicare alla rielaborazione degli schemi tipologici e al ripasso della tecnologia. Un buon esercizio è quello di schizzare a mano libera quanti più schemi tipologici possibili, cercando di elaborare delle strategie di sopravvivenza: bastano infatti pochi accorgimenti per trasformare lo schema di due alloggi aggregati in linea, in quello di un edificio a torre o di una villa bifamiliare. Parola d’ordine per questa fase di studio: semplificare.
• 1 settimana infine la devi dedicare alle simulazioni: armati di tracce d’esame degli anni passati, fogli lucidi del formato utilizzato nella sede che hai scelto (A2 nel caso di Aversa), carta millimetrata e ripeti ogni giorno una prova completa.
Questo è un passaggio fondamentale perché come ti dicevo parte della difficoltà della prima prova è dovuta a fattori fisici: vedrai che nella prima simulazione impiegherai moltissimo tempo anche solo per la squadratura del foglio, perderai concentrazione a causa della stanchezza e della fame e non riuscirai a finire la prova, ma non scoraggiarti e già dalla terza simulazione otterrai risultati soddisfacenti.
Se ti interessa, ho realizzato un articolo con i miei 5 consigli per superare la prima prova.
Ti condivido inoltre le tracce sorteggiate il giorno della mia prima prova.
Nella voce ESAME DI STATO>TRACCE del menù principale del blog ne troverai delle altre.
COME PREPARARE LA PRIMA PROVA SCRITTA
Sulla prima prova scritta in rete si può trovare di tutto. E questo ha generato in me, al principio, moltissima confusione. C’è chi ti dice di scriverla a metà progetto, chi spaccia appunti con metodi di calcolo non più in uso, chi semina il panico con computi metrici estimativi. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza. Prima di tutto la prima prova scritta si svolge contestualmente alla prova grafica, dunque nello stesso giorno, ma nelle ultime due ore e a progetto finito e imbustato. Il mio consiglio è di prepararti su due tipologie di prova: la relazione tecnica e la relazione strutturale.
La relazione tecnica è quanto di più semplice ti possa capitare: dovrai descrivere il progetto appena disegnato evidenziandone i principali aspetti (oggetto, inquadramento, caratteristiche generali dell’intervento, struttura, involucro, impianti,ecc.).
Cerca di essere puntuale e conciso, evita un approccio discorsivo e arricchisci la relazione con schemi e disegni, ma fai attenzione a non improvvisare: preparati ad esempio uno pacchetto solaio, un pacchetto muratura esterna e la pianta di carpenteria dove mostri il telaio in c.a. e l’orditura del solaio. Ti condivido la relazione tecnica preparata da me.
La relazione strutturale è invece la più insidiosa. La prima cosa che devi sapere è che non si tratta di una relazione descrittiva in cui racconti di aver dimensionato gli elementi in base a note regole empiriche (solaio strutturale 1/25 della luce, sezione in c.a. 1/10 della luce,ecc). La seconda cosa che devi sapere è che non è più consentito il dimensionamento con il metodo delle tensioni ammissibili, quindi fai molta attenzione: la maggior parte degli esempi che troverai su internet sono in realtà fuorvianti e superati. Con le nuove Norme tecniche per le costruzioni (NTC2008 e NTC2018) il metodo delle tensioni ammissibili è andato in pensione ed è stato sostituito da quello agli stati limite. La principale difficoltà della relazione strutturale consiste nel dover memorizzare molti passaggi e coefficienti, mentre per i calcoli è ammesso l’uso della calcolatrice.
Ti consiglio di preparati molto bene sull’analisi dei carichi, il progetto/verifica di una trave principale e il progetto/verifica di un pilastro: con un po’ di accortezza riuscirai a usare nel progetto lo stesso solaio e lo stesso passo strutturale su cui ti sei esercitato a casa. In questo modo i valori ti risulteranno più familiari e ti accorgerai subito di un eventuale errore di calcolo. Ti condivido la relazione strutturale preparata da me.
COME PREPARARE LA SECONDA PROVA SCRITTA
Arriviamo finalmente alla seconda prova scritta, il cosiddetto tema. Probabilmente si tratta della prova più semplice, ma attenzione a non sottovalutarla. La seconda prova scritta è tendenzialmente di carattere storico, ma ci sono state negli anni anche tracce vertenti su temi di tecnologia, sostenibilità e svolgimento della professione. Potenzialmente potrebbe uscire di tutto, ma niente panico.
Per il buon esito del tema concorrono tre aspetti: uno su cui ormai non puoi più fare nulla, uno su cui il tuo impegno ora è fondamentale, e un terzo di cui ti parlerò alla fine.
Il primo aspetto su cui ormai non puoi più fare nulla riguarda il tuo bagaglio culturale e la tua conoscenza personale, legata magari alla tua esperienza professionale pregressa o a una tua particolare attitudine ad approfondire certi argomenti. Magari sei un fissato di architettura green, e questa cosa ti potrà tornare utile.
Il secondo aspetto è la preparazione specifica alla prova: fai un bel ripasso di storia dell’architettura, a partire dalla rivoluzione industriale fino ai nostri giorni. Ti condivido il pdf che ho scelto per il ripasso della storia dell’architettura: completo, conciso, corredato di foto. Oltre a questo ripasso generale, ti consiglio anche di approfondire la figura di almeno un architetto a tuo piacere, di un edificio rappresentativo degli ultimi 50 anni a tuo piacere, e di dare un’occhiata su google alle ricorrenze o agli avvenimenti di attualità nell’anno in cui stai per svolgere la prova (che nel mio caso sono stati il centenario della Bauhaus e il riconoscimento di 8 opere di Wright come Patrimonio dell’Umanità UNESCO).
Dai un’occhiata alla sezione del blog ESAME DI STATO > SECONDA PROVA dove raccolgo di volta in volta materiale selezionato utile alla tua preparazione.
Il terzo aspetto infine, inutile girarci attorno, è una buona dose di fortuna. Proprio per questo il consiglio che ti do è: non essere nozionistico nel ripasso, ma cerca di padroneggiare i concetti i generali, che ti permetteranno di imbastire un discorso e fare collegamenti qualunque sia la traccia che verrà fuori dalla busta.
COME PREPARARE LA PROVA ORALE
Bene, se sei arrivato fin qui ci sono buone probabilità che le tue prime prove siano state superate! L’ultimo scoglio da affrontare è la prova orale, che necessità di una preparazione ad hoc riguardo temi che non hai avuto bisogno di affrontare nelle prove precedenti, o almeno non così tanto nello specifico, e un ripasso generale su temi che invece dovresti già padroneggiare, quali:
• materiali, elementi e tecniche di costruzione
(es. come deve essere l’acqua per il cls, quali sono i tipi di fondazioni, ecc.);
• soluzioni tecniche a specifici problemi
(es. come si interviene in caso di alloggio freddo e umido);
• nozioni generali di impiantistica
(es. dove passa la colonna di scarico, cos’è un generatore di calore aria-acqua, ecc.);
• nozioni di storia dell’architettura, già studiate per la precedente prova.
Lo studio quindi verterà soprattutto su aspetti urbanistico-amministrativi e deontologico-professionali. Tieni presente che anche qui, come per la parte storica, la cosa veramente importante è capire i concetti generali senza perdersi nel cavillo o nel codice della norma. Ma quali sono gli strumenti per prepararsi bene per la prova orale? Lo strumento principale in questo caso è il Prontuario tecnico urbanistico amministrativo “Ceccarelli”, ma devi avere cura di due cose. La prima: fai attenzione ad acquistare l’ultima edizione del libro; la seconda: non prendere per oro colato tutto quello che trovi sul Ceccarelli. Le normative che andrai a studiare infatti sono in continua evoluzione, ti consiglio quindi di verificare di volta in volta che non ci siano aggiornamenti (o refusi da parte dell’autore). Se non ti vuoi perdere nel mare di google ti consiglio quelli che sono stati i miei due siti salvavita, questo per la verifica della normativa in vigore con testi sempre aggiornati, e questo per chiarimenti sui procedimenti amministrativi.
COME AFFRONTARE CON SUCCESSO LE PROVE
Nei paragrafi successivi ti fornirò un quadro completo di ciò di cui hai bisogno per affrontare al meglio le prove d’esame.
Attenzione: questa parte della mia guida è rivolta principalmente a chi ha intenzione di sostenere l’esame nella sede di Aversa, anche se parlerò di una serie di tricks e accorgimenti che possono far comodo anche agli abilitandi delle altre sedi, magari facendo sorgere in loro domande su questioni pratiche da rivolgere poi in segreteria o ai colleghi tramite i numerosi gruppi presenti sui social.
COME AFFRONTARE LA PRIMA GIORNATA
Nella prima giornata di prove sarai chiamato ad affrontare la prova grafica, ossia lo svolgimento ex tempore di un progetto a partire da una traccia data, e la prima prova scritta, che consiste generalmente in una relazione tecnica o strutturale (o un mix di entrambe le cose) da redigere sulla base del progetto appena disegnato.
Prima giornata: quanto dura?
Le due prove, come ti ho già accennato qui, si svolgono contestualmente nello stesso giorno e nello stesso luogo, ma con dei paletti temporali: per la prova grafica hai a disposizione 8 ore, dopo le quali ti verrà chiesto di piegare le tavole di progetto e inserirle nell’apposita busta. Solo dopo questo passaggio potrai iniziare la prima prova scritta, per la quale hai a disposizione altre 2 ore.
A questo punto ti chiederai: ma quanto dura quindi la prima giornata di prove includendo anche code, controlli e quant’altro? Considerando l’orario di incontro presso la sede d’esame, fissato negli ultimi anni alle 7:30 del mattino, la coda all’ingresso, la coda per l’identificazione, una ulteriore coda per depositare zaini e materiale non consentito, di nuovo in coda per ritirare il materiale consegnato dai commissari e infine il sorteggio delle buste e la fotocopiatura delle tracce per tutti i candidati, come puoi ben capire la prova grafica inizierà effettivamente solo verso le ore 11:00. Il che significa: fine della prova grafica alle ore 19:00 e fine della prova scritta e quindi fine della prima giornata di prove alle ore 21:00. Considerato l’alto numero di ore, può sembrare banale dirlo ma non dimenticare cibo e acqua. Ti consiglio di portare delle barrette tipo queste che puoi trovare in ogni supermercato: sono rapide da mangiare, energetiche, si digeriscono con facilità e non rischi di sporcare le tavole, mentre da bere potresti pensare di sostituire l’acqua con un integratore di sali minerali, soprattutto se affronti la prova con il caldo di giugno. Anche una bevanda energetica potrebbe farti comodo, come lo ha fatto a me dopo le 8 ore di prova grafica, per recuperare le energie e buttarmi a capofitto nella stesura della relazione, ma considera di non portare troppe cose per non avere confusione attorno a te durante lo svolgimento delle prove.
Prima giornata: dove si svolge?
Negli ultimi anni la sede della prima giornata di prove è stata il Palapartenope di Napoli.
Per prenotare una stanza nei dintorni della sede, assicurati prima che l’Università la ufficializzi tramite un comunicato tipo questo. In genere ciò avviene circa 6-7 giorni prima della prova, quindi ti consiglio di segnartelo sul calendario e farti trovare pronto, in modo da bruciare sul tempo i tuoi colleghi e prenotare una delle stanze (non moltissime!) che ti permetteranno di raggiungere a piedi il teatro.
Ti condivido il link dell’appartamento dove ho alloggiato io (ideale per gruppi di 4 persone), non è in assoluto la soluzione più vicina ma puoi raggiungere il teatro a piedi in circa 15 minuti. In alternativa, come ti anticipavo qui, puoi sempre provare a giocare d’anticipo prenotando una stanza con cancellazione gratuita.
Il Palapartenope è una tendostruttura adibita a spettacoli e concerti, apprezzabile per l’ampiezza e la presenza di aria condizionata, ma non certo la soluzione ideale per chi deve passare 10 ore con la schiena chinata su un foglio. Le lampade del teatro infatti generano zone discretamente illuminate e altre estremamente buie, oltre al fatto che è praticamente impossibile sul tavolo non farsi ombra da soli. Per questo alcuni ragazzi si presentano alla prova muniti di lampade da tavolo ricaricabili (che puoi trovare anche da Tiger) o addirittura lampade frontali tipo questa. Il trick in questo caso che ti do è quello di non portare con te alcuna borsa o zaino: procurati una cartellina trasparente dove inserire solo lo stretto necessario per la prova e il cibo. In questo modo potrai saltare la fila al guardaroba ed entrare nella sala, dove ti attende la fila per la consegna del materiale. Salta anche questa e corri a prendere i posti con l’illuminazione migliore, puoi tornare a ritirare il materiale non appena ti sarai sistemato.
Prima giornata: cosa portare?
Quello di cui hai bisogno e che puoi portare è:
• documento di identità e certificato di iscrizione
• matite, chine, squadre, colori, strumenti per il disegno in generale
• calcolatrice
• orologio (fondamentale per tenere sotto controllo i tempi, dimenticato da molti)
• righe a T, parallelinei, tecnigrafi da tavolo, anche “fatti in casa”
• salviette umidificate (per pulire le squadre dalla grafite, ma anche rinfrescare il viso)
• eventuale lampada (io non l’avevo, si sopravvive)
• cibi e bevande
Per quanto riguarda parallelinei e tecnigrafi, tieni conto che il tavolo che hai a disposizione per disegnare è poco più grande di un A2, che è il formato stesso della tavola su cui dovrai disegnare, e basta un colpo accidentale per far volare giù dal tavolo tecnigrafi e tavole d’esame.
Il consiglio che ti do è di risparmiare sull’acquisto di questi strumenti a volte anche molto costosi e che probabilmente dopo l’esame non utilizzerai più. Ti basta posizionare un foglio di carta millimetrata al di sotto del foglio lucido e potresti tracciare linee dritte, parallele e ortogonali addirittura a mano libera.
Ti suggerisco quindi di portarti da casa un foglio di carta millimetrata in formato A2. Molti ragazzi nella prima sessione ’19 ne avevano uno già incollato sul pannello del proprio tecnigrafo (non so dirti sinceramente se glielo hanno fatto tenere). In alternativa potrai richiedere ai commissari due fogli di carta millimetrata A3 e unirli per creare un foglio-base da posizionare sotto il tuo lucido, facendo attenzione all’ortogonalità delle griglie e a non perdere troppo tempo.
Quello che non puoi portare:
• qualsiasi altra cosa non presente nel precedente elenco: nella I sessione 2019 è stata vietata addirittura l’introduzione di normative e manuali di qualsiasi genere, lasciando la possibilità agli abilitandi di consultare in caso di necessità alcune copie dell’Enciclopedia pratica per progettare e costruire “Neufert” presenti sulla cattedra dei commissari.
Se vuoi farti un’idea del kit da disegno necessario e sufficiente ad affrontare la prima giornata di prove senza spendere troppo, dai un’occhiata a Prova grafica: materiale da disegno q.b..
Se hai deciso di sostenere l’esame ad Aversa, per qualsiasi dubbio relativo a sede, data d’esame, orari e informazioni pratiche su file, materiale fornito, commissione, errori da evitare e decine e decine di altri argomenti, ho realizzato una pagina chiamata FAQ prima prova, dove trovi le risposte alle domande più frequenti che mi sono state poste sulla prima giornata di esami.
COME AFFRONTARE LA SECONDA PROVA
Seconda prova: dove si svolge?
Per la seconda prova scritta, il cosiddetto “tema”, ci si sposta ad Aversa, più esattamente qui, almeno stando a quanto accaduto negli ultimi anni (ricordati sempre di verificare sul sito ufficiale).
Seconda prova: quanto dura?
Anche per questa prova ti dovrai presentare insieme a tutti i tuoi colleghi alle ore 7:30 e affrontare la fila per il guardaroba (che potrai saltare, se hai con te solo penna e documento) e poi quella per l’identificazione, che avviene all’ingresso delle tre grandi aule dove verrai indirizzato in base al tuo cognome.
La prova anche in questo caso comincia effettivamente molto tardi, basta un problema con la fotocopiatrice e tutto può magicamente slittare anche oltre le 11:00. Per scrivere il tuo tema avrai a disposizione 4 ore: passate le prime due si può iniziare a consegnare.
La seconda prova: cosa portare?
In questo caso non c’è molto da dire, ti devi solo munire di documento di identità e di una penna. Nella mia sessione non è stato possibile portare alcun dizionario.
Ti verranno forniti due fogli a righe, uno per la brutta e uno per la bella copia (entrambe da consegnare) e ti verrà chiesto di redigere un testo non più lungo di due pagine.
COME AFFRONTARE LA PROVA ORALE
Se hai raggiunto questo capitolo sei molto vicino al tuo obbiettivo. La prova orale si svolge da diversi anni al Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale “Vanvitelli” ad Aversa, e in questo caso i candidati sono convocati a gruppi di circa 70 persone, suddivisi in ordine alfabetico e dovranno presentarsi in giorni diversi a seconda del gruppo di appartenenza. La convocazione è in genere ad un orario molto più comodo delle precedenti prove: solitamente per quanto riguarda gli architetti della sezione A, l’appuntamento è fissato per le ore 12:00. A questo punto inizia la chiamata a gruppi di circa 10-12 persone: alla fine di ogni gruppo verranno resi noti i risultati e verrà chiamato il gruppo successivo, sempre procedendo secondo l’ordine alfabetico.
Se ti capita di avere un imprevisto ed essere in ritardo evita di farti assalire dal panico: i commissari sono molto disponibili e puoi sempre farti inserire nei gruppi successivi. Se invece sai già di essere tra gli ultimi nell’elenco, puoi anche evitare di presentarti alle 12:00 in punto, ma attenzione: le prove orali procedono a ritmo molto spedito, e se non sarai presente all’ultima chiamata rischi di perdere il tuo diritto di sostenere la prova!
Una volta in aula ti ritroverai davanti a 4 commissari, ognuno dei quali interrogherà un candidato, mentre il Presidente di commissione seduto al centro tra i commissari verificherà la bontà dello svolgimento della prova. L’esame in sé è molto rapido: circa 10-15 minuti, in cui ti verranno fatte domande sia sulla base delle precedenti prove sia ad esse scollegate, in genere di carattere urbanistico-professionale, che sono le più gettonate (piani urbanistici, direzione lavori, regime vincolistico, ecc), di carattere tecnologico, e più raramente di altra natura, come ad esempio domande sulla storia dell’architettura. Per scongiurare questo tipo di domande meno gettonate ti consiglio di informarti preventivamente su ciò di cui si occupano i membri della commissione.
Per simulare una prova orale e farti un’idea delle domande più frequenti ho preparato per te questo strumento che sono sicuro ti sarà di grande aiuto.
Bene, spero che questa guida ti sia stata utile.
Condividila con i tuoi amici e se hai dei suggerimenti o delle richieste scrivili pure tra i commenti. In bocca al lupo!
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